Considerazioni
sull'eventuale pericolosità dell'uso del
Cadmio nei moduli fotovoltaici a film di CdTe-CdS.
Moduli
fotovoltaici basati sul Tellururo di Cadmio vengono
già prodotti in quantità industriali
in altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, principalmente
con la First Solar, e la Germania, con Antec Solar,
Queste realtà industriali, e altre che
stanno rapidamente emergendo (per esempio Q-cells),
stanno costruendo nuovi impianti ad un ritmo impressionante.
Appena si affronta davvero la questione della
pericolosità di questi moduli, subito risulta
evidente che il problema, se esiste, può
essere solo di natura psicologica e/o politica.
Per un approfondimento esaustivo su questo argomento
rimandiamo al documento "Cadmium Facts and
Handy Comparisons" di Ken Zweibel del National
Renewable Energy Laboratory (NREL) e di Vasilis
Fthenakis del Brookhaven National
Laboratory (http://www.nrel.gov/cdte/).
a.Il CdTe non è assimilabile al Cadmio metallico,
poiché è un prodotto altamente stabile,
ad alto punto di fusione e insolubile in acqua[1].
La temperatura che si raggiunge negli incendi delle
abitazioni residenziali degli stati uniti, dove
vi è molto materiale infiammabile (legno),
arriva al massimo a 900°C sul tetto e 1000°C
negli scantinati, mentre il punto di fusione di
CdTe è a 1041°C e l'evaporazione comincia
a 1050°C. Il punto di fusione del CdS è
addirittura a 1750°C. Inoltre studi al "Brookhaven
National Laboratory" e al "GSF Institute
of Chemical Ecology" in Germania hanno indicato
che alle temperature tipiche di un incendio i materiali
del modulo fotovoltaico rimarrebbero inevitabilmente
incapsulati all'interno del vetro fuso. Infine,
in caso di incendio di un'abitazione, moltissimi
altri materiali comuni sarebbero fonte di rischio
incomparabilmente più grande che qualunque
potenziale emissione causata dai sistemi fotovoltaici
a base di CdTe[2]. b.Un modulo a base di CdTe contiene
pochissimo Cadmio, meno dell'uno per mille in
peso, e meno, per metro quadrato, di un'ordinaria
pila al NiCd. Inoltre, come detto sopra, il Cadmio
nel modulo è in una forma assolutamente stabile[3]. c. Nel modulo fotovoltaico il Cadmio
è legato al Telluro e incapsulato, quindi
la tecnologia fotovoltaica fornisce una soluzione
efficace per il sequestro del Cadmio. d.Meno del 3% del Cadmio attualmente
usato in U.S.A. basterebbe per una produzione
su grande scala (vari GW/anno) di moduli fotovoltaici
a base di CdTe[4]. e. E' facile e vantaggioso riciclare
completamente i moduli alla fine della loro
vita, che comunque è di almeno 25-30 anni.
Inoltre, data la loro natura, non è facile
per l'utente disperdere i moduli nell'ambiente come
succede invece spesso con le pile. Il riciclo dei
moduli risolve completamente ogni problema di carattere
ambientale[5] f.Il Cadmio è un prodotto
secondario dell'estrazione di altri metalli come
zinco, piombo e rame. Il Cadmio viene quindi oggi
prodotto in grande eccesso e viene perciò
in gran parte immesso in discarica. Anche supponendo
che le discariche minerarie siano controllate, la
trasformazione del Cadmio nello stabile Tellururo
di Cadmio e il controllo del ciclo di vita dei moduli,
con la possibilità di recupero tramite riciclaggio,
rendono sicuramente meno probabile il rilascio di
Cadmio nell'ambiente, oltre a fornire un utilizzo
ambientalmente vantaggioso del Cadmio stesso (si
pensi solo alla riduzione delle emissioni serra
legate alla generazione fotovoltaica).
Alla
fine, risulta evidente che, paradossalmente, l'utilizzo
di moduli al CdTe ridurrebbe in effetti la quantità
di Cadmio rilasciata nell'ambiente. Si consideri
anche il fatto che il 41,3% dell'esposizione umana
al Cadmio deriva dall'utilizzo di fertilizzanti,
il 22% dall'utilizzo dei combustibili fossili, oltre
il 16% dalla produzione di ferro e acciaio e così
via fino ad arrivare a un 2,5% legato dall'utilizzo
di prodotti del Cadmio quali le batterie NiCd: non
solo i moduli fotovoltaici al CdTe porterebbero
sul mercato ancora meno Cadmio di quanto non lo
facciano le batterie, ma anzi, alla fine si avrebbe
una consistente diminuzione del rilascio di Cadmio
nell'ambiente.
Ecco due interessanti articoli
(in italiano) che mettono in paragone gli impatti
ambientali delle diverse tecnologie di moduli:
Negli
ultimi 30 anni sono stati usati da 16000 a 20000
tonnellate di Cd l’annoPer
fare 1GW di elettricità da moduli a base di CdTe
sono necessari 700 tonnellate di Cd che è minore
del 4% rispetto al consumo totale
Il
CdTe fonde a 1041°C ed evapora, a pressione atmosferica,
a 1050°C
In
caso di incendio fonde prima il vetro che incapsula
il materiale
Esperimenti
fatti con incendi reali indicano che non c’è rilascio
di Cd nell’atmosfera:
[1]
Fthenakis V., Morris S., Moskowitz P., Morgan
D. (1999). "Toxicity of cadmium telluride,
copper indium diselenide, and copper gallium diselenide."
Progress in Photovoltaics, 7, pp. 489-497. Bohland
J., Smigielski K. (September 2000).
"First Solar's CdTe module manufacturing experience:
environmental, health, and safety results".
Proceedings of the 28th IEEE Photovoltaic Specialists
Conference, Anchorage, AK.
[2] Drysdale D. (1985). "An Introduction
to Fire Dynamics", pp. 329-330, Wiley, NY.
Moskowitz P., Fthenakis V. (1990). "Toxic
materials released from photovoltaic modules during
fires; health risks", Solar Cells, 29, pp.
63-71.
[3] Anderson B. A. (2000). "Materials
availability for large-scale thin film photovoltaics."
Progress in Photovoltaics, 8, pp. 61-76. Zweibel
K. (1997). "Reducing ES&H impacts from
thin film PV." Environmental Aspects of PV
Power Systems,Utrecht University, The Netherlands.
[4] Anderson B. A. (2000). Materials availability
for large-scale thin film photovoltaics. Progress
in Photovoltaics, 8, pp. 61-76. Cadmium Market Update
Analysis and Outlook. (1995). Roskill Information
Services Ltd., London, UK.
[5] Bohland J., Dapkus T., Kamm K., Smigielski
K. (1998). "Photovoltaics as hazardous materials:
the recycling solution." Proceedings of the
2nd IEEE World Photovoltaic Specialists Conference,
pp. 716-719. Fthenakis V. (2002). "Could CdTe PV
modules pollute the environment?" Aug. 2002,
Brookhaven National Laboratory,
Upton, NY 11973. www.pv.bnl.gov.